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Lavori - 2015

Un anno di Space Cinema

Abbiamo passato un anno al cinema, tutti i giorni, anche nel weekend. Lo abbiamo fatto grazie a The Space Cinema, una delle più importanti catene di multisala in Italia, che ci affidato la gestione della pagina Facebook istituzionale (facebook.com/TheSpaceCinema). Grazie all’aiuto di Francesco del Franco, che ha collaborato con Proforma durante tutte le fasi di lavoro, abbiamo curato la realizzazione di circa 3000 post e 11 campagne specifiche di lancio di altrettante pellicole, facendo crescere la pagina di oltre 55mila like (+52%).
In questo anno abbiamo inoltre curato la nascita e la gestione di The Space Movies, il nuovo brand del gruppo The Space che si occupa della distribuzione di film ed eventi (facebook.com/thespacemovies).

Forse non siamo ancora pronti per la notte degli Oscar, ma ci siamo difesi bene come attori di questo progetto.

Space Cinema - 2015

THE SPACE CINEMA

Proforma ritrova una vecchia passione e torna al cinema con The Space Cinema, la più grande  catena italiana di multisala. Per loro curiamo quotidianamente i social network e realizziamo campagne social ad hoc ogni volta che è necessario spingere i titoli più importanti in uscita.

U Megghie Paise - 2010

“U’ Megghie Paise”, un fenomeno che va oltre il film.

A marzo è uscito nelle sale “U’megghie paise”, un documentario di Ivan D’ambrosio e Vanni Bramati che racconta il momento magico in cui coincisero a Bari la festa patronale di San Nicola, la promozione del Bari in serie A e le elezioni comunali.
Il film è stato supportato da una campagna Proforma che ha sfruttato molto i nuovi mezzi: da Youtube, che ha ospitato 32 video fra trailer e clip inedite, a Facebook che, nonostante il film non sia più in sala da mesi, raccoglie fans con un trend di 300 unità alla settimana (siamo a quota 12218). Ma anche la comunicazione tradizionale è opera nostra, chi non ricordasse la mitica locandina la trova immortalata sulle t-shirt del film.
I baresi più a disagio con il web la trovano anche a Vendilo, in Via Quintino Sella 55, a Bari.

Pinuccio Lovero - 2008

“Sogno di una morte di mezza estate” di Pippo Mezzapesa.

Nessuno muore a Venezia
Pippo Mezzapesa è un amico, un fido collaboratore e, per chi ancora non lo sapesse, un regista molto promettente. Ne è prova il successo ricevuto alla 65ma mostra di Venezia dal suo “Pinuccio Lovero – sogno di una morte di mezza estate”, evento speciale della settimana internazionale della critica. Il merito è tutto del regista bitontino, ma Proforma ci ha messo il solito zampino: la comunicazione del film è opera nostra.

01 Distribution - 2008

“Non pensarci”, il film di Zanasi distribuito da 01.

Ti possiamo consigliare un film? Si chiama “Non Pensarci” e, anche se 01 Distribution ci paga per promuoverlo, il nostro consiglio è gratis, fuori compenso. Prendetelo come uno di quelli che innescano il passaparola. All’opera prima di Gianni Zanasi, non manca nulla per diventare un cult: Dino Abbrescia, Giuseppe Battiston, Anita Caprioli e Valerio Mastandrea, una storia appassionante e attuale raccontata molto bene e una bella locandina firmata Proforma. Che vuoi di più?

Vivo Film - 2006

“Il mio Paese”, Proforma a Venezia con il documentario di Vicari.

Andavamo a lavorare in Germania con la valigia di cartone, ora tutto è cambiato: ci andiamo con la Samsonite. È questa l’Italia che Daniele Vicari descrive ne “il mio paese”, documentario applaudito alla 63° edizione del festival di Venezia. Tutta l’immagine del film è opera nostra. Non vedevamo l’ora di tornare al Lido e siamo contenti di averlo fatto con un documentario che dice cose che ci piacciono con un linguaggio che ci piace.

Multicinema Galleria Bari - 2005

Il cinema Galleria diventa un multisala.

Il Galleria è un cinema storico e a Bari questo lo sapevano tutti. Al Galleria si lavorava da un anno per trasformarlo in un moderno e confortevole multisala, e anche questo, a Bari, lo sapevano tutti. Perciò inventare una campagna sul nuovo multicinema Galleria è stato come mangiare un delizioso piatto già bello e pronto. È bastato aggiungerci un po’ di sale.

01 Distribution - 2004

“The Grudge”, una campagna da paura.

Abbiamo già lavorato per il cinema, un campo in cui ci siamo sempre distinti per l’originalità delle strategie. Sarà per questo che 01 Distribution ha scelto noi per un’operazione delicata: il lancio di “The Grudge”, attesissima trasposizione americana dell’horror giapponese “Ju-on”, già film di culto fra gli appassionati. La versione hollywoodiana aveva tutte le carte in regola per sbancare il botteghino così il cliente ci ha chiesto di associare alla tradizionale campagna istituzionale, una campagna underground più mirata sul target dei fans dell’horror. Si tratta di un target esigente, abituato ai toni forti. Così per sorprenderlo e terrorizzarlo ci serviva un’idea davvero innovativa. Dovevamo cavalcare il fenomeno cult amplificando quelle atmosfere da orrore casalingo che hanno fatto la fortuna del cinema asiatico di genere. Il film racconta le vicende di una ragazza che affitta una casa posseduta dai fantasmi dei suoi precedenti inquilini sterminati in un raptus di follia. Unica sopravvissuta un’anziana donna resa pazza dalla tragedia. E proprio alla sua voce inquietante abbiamo affidato l’ingrato compito di spaventare (e allettare) il nostro target. In tutt’Italia, negli spazi normalmente riservati agli annunci (bacheche nelle università, locali notturni, etc.) abbiamo affisso due piccoli manifesti realizzati nella maniera essenziale, tipica di questo genere di comunicazione, e abbiamo distribuito gli stessi in formato cartolina. Il primo annuncio offriva una casa in affitto, il secondo cercava un padrone per un gattino abbandonato (quello che nel film annuncia le apparizioni delle anime perse). I flyer erano arricchiti di inquietanti dettagli ed entrambi segnalavano il sito internet e un numero verde di riferimento, al quale rispondeva la voce delirante dell’anziana tra rumori sinistri e miagolii da far venire la pelle d’oca. Il numero di telefonate ricevuto e gli incassi del film hanno decretato inequivocabilmente il successo della campagna.

Mio Cognato - 2003

“Mio cognato” un caso di marketing virale.

Ancora al cinema, ancora con Alessandro Piva, ma questa volta non si trattava, come per Lacapagira, di una produzione indipendente, alle spalle del suo nuovo film, “Mio cognato”, c’era O1 Distribution e Rai Cinema.
Questo ci permetteva di avere una forza di fuoco ben più potente, ma un film con una distribuzione nazionale così capillare ci imponeva anche di misurarci su un campo di battaglia molto più ampio. L’intero territorio nazionale si preparava ad ospitare una campagna virale senza precedenti che partiva da un assunto preciso: un film non è un prodotto qualunque, è fatto dei frammenti delle vite di chi lo ha scritto, della loro sensibilità, e parla con la voce delle loro esperienze.
Così è nata una campagna diversa, che guardava alle persone come a soggetti attivi e non come a “consumatori”. Insomma, abbiamo preferito la passione al freddo marketing strategico. Abbiamo trasformato persone comuni in testimonial. Abbiamo creato un sito clandestino al posto del solito sito ufficiale. Abbiamo scritto email personalizzate invece di risposte standard.
Siamo partiti a luglio, più di tre mesi prima dell’uscita del film. A quei tempi sul sito c’era solo un limone, il logo che avevamo scelto per rappresentare la nostra storia, e un menù che preannunciava piccoli eventi settimanali da dare in pasto ad una community sempre più numerosa e curiosa.
Per la fase operativa innanzitutto abbiamo risvegliato gli agenti segreti de Lacapagira, cellule dormienti che non vedevano l’ora di tornare all’opera. Ma non erano sufficienti, per la nuova missione avevamo bisogno di tanti altri agenti, così per rinfoltire i ranghi abbiamo spedito decine di email ad amici e amici di amici.
Pensavamo di convincerne 80 e se ne sono iscritti 400. Uomini e donne con ferrei codici comportamentali, provenienti ogni parte d’Italia hanno accettato la sfida e, in cambio di una maglietta, 100 adesivi e qualche sottobicchiere, hanno vestito i panni di testimonial sul campo, inventando mini e maxi iniziative promozionali. In pochi giorni il limone giallo di Mio Cognato ha conquistato l’Italia.
E’ stato un lavoro straordinario, documentato sui blog da centinaia di foto, un esempio di decentramento creativo, di democrazia promozionale unico al mondo. I risultati al botteghino? Ottimi. Ma ancora più straordinari i risultati “sociali”. Intorno ad un limone è nata una bellissima comunità non solo virtuale.

Lacapagira - 1999

“Lacapagira”, cinema underground.

Lacapagira è la prima leggendaria pellicola di Alessandro Piva, stimato regista e nostro personale amico. Quando ci propose di sostenerla con una campagna pubblicitaria pensammo subito che un film così non poteva essere promosso con i metodi canonici. Iniziammo quindi con una campagna che associava a “lacapagira” tutti i simboli di quella certa baresità che era la protagonista indiscussa della storia: la peroni, il fu Punta Perotti, le marlboro rosse, la gazzella dei carabinieri… e così candidammo il film stesso a diventare un simbolo di quella baresità.
E così fu, tanto che il successo del piccolo film barese umiliò, in patria, anche il kolossale Titanic di Cameron. Ma il miracolo avvenne quando, visto il successo del piccolo film barese, Andrea Occhipinti di Luckyred decise di acquistarlo e portarlo a Berlino.
Il pubblico tedesco se ne innamorò e ci confermò che il prodotto era esportabile. Un’altra sfida: “lacapagira doveva andare fuori da Bari e uscire sugli schermi di tutta l’Italia.
Fu allora che ci inventammo gli agenti segreti. All’inizio erano i “baresi fuori”, emigranti mossi dalla nostalgia, che accolsero la sfida con entusiasmo. Ma presto attorno al film crebbe una community compatta, tenuta insieme da una missione e da un sito internet che, dopo essere diventato il punto di riferimento della diaspora barese, accolse tutti i fan del film che intanto mieteva successi e i “pugliofili” di ogni razza e credo.
A tutti gli agenti fu recapitato un “kit dell’agente segreto”: maglietta, adesivi, flyer, insomma materiale di propaganda che grazie alla rete fu distribuito capillarmente per tutto lo Stivale. Mentre la distribuzione le vie canoniche, il “tre ruote” che avevamo scelto come logo del film e simbolo della nostra campagna underground percorreva le retrovie come solo un mezzo leggero sa fare.
Il passaparola amplificò tutto e alla fine anche la stampa si accorse del fenomeno cinematografico pugliese e della sua campagna decretandone il successo.
Erano i tempi di “the blair witch project” e la comunicazione cinematografica aveva subìto una piccola rivoluzione: ai soliti canali si andavano aggiungendo quelli alternativi della diffusione virale.
La campagna de “Lacapagira” li portò in Italia, inaugurò una nuova stagione e offrì a Proforma la prima grande occasione per affacciarsi sulla scena nazionale. Fu il nostro primo lavoro nel mondo del cinema e ci aprì le porte verso nuovi luminosi orizzonti.