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Emiliano - 2015

MICHELE EMILIANO

Candidato alla presidenza della Regione Puglia.
Dopo aver vinto a mani basse le primarie l’ex sindaco di Bari tenta la corsa alla Regione Puglia con il passo di un bulldozer. Esuberante e carismatico conduce una campagna travolgente, senza risparmiarsi e senza risparmiarci.

Concept delle campagne per le primarie e per le elezioni amministrative.
Attività di spin doctoring
Strumenti di comunicazione cartacei e web
Concept spot video

Emiliano - 2009

Michele Emiliano 2009.

A cinque anni esatti dalla nostra prima campagna elettorale, siamo tornati sul luogo del delitto. Un luogo per noi meraviglioso, Bari. E un sindaco che è molto più di un sindaco: Michele Emiliano. Ecco, in pillole, quello che abbiamo combinato stavolta, con la preziosa collaborazione di Promostudio e di Emilab, un gruppo di più di cento volontari under 30: 1000 videodomande raccolte nei quartieri della città, 60 video di educazione civica (Pubblicittà progresso) realizzati a costo zero, una raccolta fondi destinata alla piantumazione di nuovi alberi, più di dieci spot e nemmeno un manifesto abusivo, cartoni delle pizze usati per invitare al voto, un lounge bar elettorale, cinque gare di creatività con la partecipazione di centinaia di cittadini, una pagina di Facebook con più di 9.000 fans, un bus gratuito in giro per la città per mostrare i cantieri e le opere realizzate, venti brani inediti, composti da gruppi locali, dedicati alla città di Bari, una rivista di 84 pagine (ce ha ffàtte Emiliàne?) per raccontare cinque anni di buona amministrazione… e uno staff di professionisti, meglio, di amici, che insieme a Proforma, hanno reso questa campagna elettorale un’esperienza straordinaria.
Insomma, aiutare il sindaco di Bari uscente, e rientrante, a (stra)vincere le elezioni (59,8 – 40,2) non è mai stato così bello.

Emiliano - 2004

Michele Emiliano sindaco.

In un torrido giorno di Luglio quasi per caso Michele Emiliano entrò nella nostra agenzia. Bermuda, sandali e canottiere lo conquistarono all’istante decretando così il colpo di fulmine che avrebbe dato origine ad una delle campagne elettorali “più originali folli e simpatiche di tutti i tempi”.
Emiliano era un magistrato prestato alla politica, un volto nuovo che pochi baresi conoscevano. La sua attitudine ai rapporti umani però era così evidente e la sua presenza fisica così imponente che ci apparve subito chiara la strada che avrebbe condotto alla sua elezione: il bagno di folla.

Michele Emiliano dunque si immerse nelle viscere della sua città e la sua umanità conquistò tutti. Attivò mille canali di ascolto con la sua città, attraversò i quartieri al suono dei musicisti che più o meno spontaneamente lo seguivano in una specie di tour. Non fu un caso se lo chiamammo “l’onda Emiliano”, era proprio l’onda il logo della campagna che investì la città portando speranze e interpretando la voce dei cittadini.
Tutto era molto “barese”, la campagna respirava l’anima della città, dal claim, “io voto Bari”, ai taralli a forma di “e” distribuiti ovunque insieme ai fischietti in terracotta di Rutigliano e ai beneauguranti semi di girasole.
Il sito internet era il punto di riferimento, la centrale che raccoglieva informazioni e le diffondeva con una prontezza che gli fece meritare l’oscar dell’Espresso per il miglior sito elettorale. Sul sito c’era tutto gli appuntamenti, gli strumenti e soprattutto i video di Gianni Troilo e Graziano Conversano che dettarono i tormentoni che invasero la città. Non si erano mai visti spot elettorali che frullavano Tarantino, Kusturica e Piva in uno stile così nuovo e allo stesso tempo semplice. E nell’ultima settimana di campagna, in pieno delirio Europei ci giocammo l’asso nella manica: Metti a Cassano, lo spot che diventò un cult e conquistò molto più che l’intera città grazie anche ad “euro 2004”, il seguitissimo programma sportivo di sky che ne fece la sua sigla.

Il fatto che poi il risultato delle urne ci ricompensò dei chili persi per la causa rimane un dettaglio: l’esperienza fu così appassionante da essere già in sé gratificante e segnò il nostro rumoroso ingresso nel mondo della comunicazione politica.